Buenos Aires

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"Era tutto di colore rosso in un cielo nero come la notte che ha sorvolato “oceanici silenzi, astrali nidi d'illusione”..
Una città infinita in quadrati di lucciole di luci. 
E così che iniziò il mio viaggio:sognante dopo lunghe ore sull’oceano, accolta da milioni di bagliori che m’invitavano a perdermi in un vermiglio di passione. Avevo gli occhi pieni di cose mai viste;fiumi che scorrevano nella terra infuocata,colori saturi delle facciate dei quartieri, le voci urlanti e combattive di chi piange ancora figli dispersi,i segni di quell’asma sull’asfalto di una moto che attraversò il sud nell'immensità delle Pampas .E i volti, i tanti volti della gente che vive in case che sono involucri di speranza. Un susseguirsi di scatti a ritmo di tango,una ballata di bianchi e di neri che diventano come per magia di tutti i colori.  
Ma i miei occhi di nave che salpa sono stati ingannati dal metallo prezioso,argento erano quelle immagini,e il mare se ne stava in disparte dalla vastità di strade asfaltate,grattacieli,insegne pubblicitarie,dai vicoli con bettole e odore di angus argentino.Una città troppo grande in un tempo troppo breve per vedere tutto,ma che è stato abbastanza per toccare anche solo per poco,ogni cosa nell’”aria pulita”.Ritornerò un giorno seduta allo stesso tavolo al caffè Dorrego, dove una donna beveva il suo caffè mentre una luce calda le accarezzava i pensieri,la luce di Sant’Elmo intrisa di dolci suoni e voci di artisti.. In quel tempo scriverò di altri giorni,con il mio bicchiere di vino riguarderò le mie fotografie scattate quella prima volta e andrò in cerca di tutti quei luoghi che ho palpato di corsa,affamata di nuovo e di memoria….E chissà forse allora potrà scrivere altro,e avrò una nuova scatola da riempire.
 maria

 

 

 

 


 



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